
Se il fiume scende e la terra sprofonda chi crea la cascata? Il fiume o la terra?
Se il fiume scende e la terra sprofonda, nasce la cascata: un flusso inarrestabile che si trasforma, cambia forma e continua il suo viaggio.
Così è il dono biologico: un gesto che non si esaurisce in sé stesso, ma si rinnova, portando vita e speranza a chi ne ha bisogno.
Donare è come l’acqua che non si ferma: non trattiene, non si ripiega su sé stessa, ma fluisce, raggiunge altri spazi, si mescola e diventa parte di un ciclo più grande.
Che si tratti di donare sangue, midollo osseo, organi, tessuti o cellule, ogni atto di generosità è un salto nel futuro, un passaggio di energia da una persona all’altra, un legame invisibile che unisce chi dona e chi riceve.
Come l’acqua che scivola lungo le rocce, modellando il paesaggio, anche il dono trasforma la realtà: un piccolo gesto può fare la differenza per chi lotta ogni giorno contro la malattia, per chi attende un’opportunità di guarigione.
Non serve essere eroi per fare la differenza: basta decidere di lasciar scorrere la propria generosità, senza paura, sapendo che ogni goccia conta.
Pensiamo alla donazione di organi: un atto che permette alla vita di continuare oltre la nostra esistenza.
È come un fiume che, invece di disperdersi, trova nuove vie per fluire.
Anche la donazione di midollo osseo segue questa logica: un piccolo prelievo può dare a un paziente affetto da leucemia o altre malattie ematologiche la possibilità di un futuro.
Il sangue, poi, è forse il simbolo più diretto di questo ciclo vitale: donarlo significa offrire immediatamente una possibilità di sopravvivenza a chi affronta interventi chirurgici, traumi o patologie complesse.
E non dimentichiamo il dono del latte materno, prezioso per i neonati prematuri, o la donazione di capelli per chi, a causa di cure invasive, ha perso un pezzo della propria identità.
Ogni forma di dono biologico è un contributo tangibile, un modo per dire: “Io ci sono, e voglio fare la mia parte”.
Donare significa abbracciare il movimento naturale della vita, capire che siamo tutti collegati come gocce nello stesso oceano.
Ogni gesto di generosità, per quanto piccolo possa sembrare, crea onde che si propagano lontano.
La cascata non si chiede perché cade, semplicemente lo fa, con la certezza che il suo viaggio non finisce nel vuoto, ma continua, nutre, rigenera.